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Dopo aver perso i genitori in una tempesta, Amaya vaga tra le montagne alla loro ricerca, aiutata da un vecchio lupo che le salva la vita. E dalla Luna. Dopo il successo di «Grande Panda e Piccolo Drago», la nuova avventura dello scrittore inglese James Norbury
Immagine tratta dal libro «Il cane che seguiva la Luna» (Rizzoli editore)
«Sulle montagne era arrivato l’inverno. Il grande fiume scorreva profondo e cristallino. Tra tutti gli alberi, solo i pini indossavano ancora i loro aghi lucidi e scuri». Per la prima volta Amaya, una piccola cagnolina, si ritrova a vagare nel freddo in cerca dei suoi genitori. Attaccata nella foresta da un branco di lupi, viene salvata da uno di loro, un anziano ormai allontanatosi dal gruppo, che diventa compagno di viaggio e saggia guida nel ritrovare la sua famiglia, osservando il consiglio della mamma che le ricordava di «seguire la Luna con tutto il cuore». Dopo il bestseller «Grande Panda e Piccolo Drago», il cammino attraverso le stagioni di due amici inseparabili, James Norbury torna con una nuova avventura: «Il cane che seguiva la Luna» (Rizzoli editore). Una storia di amicizia e fiducia tra due specie animali differenti che, giorno e notte, affrontano prove e ostacoli, trovano rifugio dal freddo in una grotta e affrontano le esperienze che la vita riserva. Una favola illustrata che racconta l'importanza di sacrificarsi per gli altri, di accogliere sfide e cambiamenti, di essere resilienti e perseveranti, ma anche disposti a cambiare i propri obiettivi quando si perde la strada, come accade al Lupo che decide di salvare e e proteggere una creatura in difficoltà - anche mettendosi contro il proprio branco - solo perché gli sembra «la cosa giusta da fare». Senza mai perdere la speranza, anche quando la sua giovane amica pensa che la ricerca sia inutile e pericolosa.
Immagine tratta dal libro «Il cane che seguiva la Luna» (Rizzoli editore)
«I viaggi più belli sono quelli che facciamo insieme agli altri», ricorda il Lupo. E le strade non vanno solo seguite o accettate, ma «accolte, a prescindere dalle difficoltà» che la vita pone, dalla luce della Luna che non sempre vediamo o dai risultati che spesso sono fuori dal nostro controllo e non arrivano sempre nei tempi che vorremmo, come ricorda ai due protagonisti un gatto incontrato lungo il cammino, chiarendo il valore dell'attesa. In fondo, come insegna il Lupo nel finale, prima che le forze lo abbandonino, sentendo «l’ultima volta le zampe indolenzite e la fredda carezza di un fiocco di neve sul naso», ma certo di aver lasciato ad Amaya tutti gli strumenti per proseguire il suo viaggio e la ricerca (e di farlo anche per lui), «gran parte della nostra vita consiste nel percorrere il cammino, e l’arrivo è solo una piccola parte di tutto il viaggio. Dobbiamo fare del nostro meglio per godere di ogni parte della nostra avventura. Forse non arriveremo mai dove vogliamo, e non sarebbe triste se non ci fossimo nemmeno goduti il tragitto?». Occorre, quindi, anche nella nostra vita, tornare a rallentare e guardarsi intorno: «Immagina che l’istante presente sia proprio la destinazione che hai scelto, e non solo un momento qualunque nel corso del viaggio». Dobbiamo avere fiducia, anche quando fatiche e pazienza non sono ricompensati. Perché il senso è l'amore. Quell'amore che le è stato donato e che Amaya si trova a raccogliere, diventando lei stessa guida per un gattino che ha perso la strada di casa.
Immagine tratta dal libro «Il cane che seguiva la Luna» (Rizzoli editore)
«Il cane che seguiva la Luna», ricorda l'autore nella postfazione, è un libro «necessario», che scava in profondità nella sua vita, tra esperienze (belle e brutte) che ci permettono di plasmare noi stessi. Una curiosità? Mentre scriveva pagina 127, Norbury ha ricevuto un messaggio da un vicino che lo informava che il suo gatto Philip era stato investito e si è trovato a domandarsi come le idee trattate nel libro, come il concetto di morte, potessero applicarsi a lui in prima persona, di fronte a quel dolore. «Nessuno può togliere il dolore di una perdita, ma mi auguro sinceramente che, se vi capiterà di subirne una, questo libro possa offrirvi un po’ di consolazione. Fare qualcosa con tutto il cuore rende pieno di significato ciò che sembra non averne», conclude.
Immagine tratta dal libro «Il cane che seguiva la Luna» (Rizzoli editore)
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6 maggio 2025 © RIPRODUZIONE RISERVATA - Leggi e commenta Partecipa alla discussione Caratteri rimanenti 300 (责任编辑:) |




